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Tutto quello che nella figura di Berlusconi appariva come vizio intollerabile alla parte piĆ¹ etica, per gli altri, i seguaci, costituiva motivo di identificazione consolatoria. Ecco un uomo ricchissimo che non aveva l'apparenza colta, raffinata, cosmopolita, insomma "straniera", delle grandi dinastie, dei signori Agnelli. Un italiano vero che aveva costruito un'immensa fortuna senza studiare troppo e senza mai confrontarsi con la competizione internazionale. Esperto conoscitore dell'arte di arrangiarsi, trasformista, all'occorrenza massone o socialista o di destra. Uno che parla, ragiona e veste come un commendatore degli anni cinquanta, diffida dell'Unione europea e dell'euro, non nomina neppure per sbaglio Cina e India, e risolve ogni questione di politica estera con una professione di fede nella potenza degli Stati Uniti, come neppure i democristiani del dopoguerra. (it) |