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Non ho mai sognato di vivere ad Atene, nell'età di Pericle: o a Roma, negli ultimi tempi della repubblica, vicino a Lucrezio o a Catullo, a Virgilio o a Properzio, in una di quelle epoche tragiche e splendide in cui l'uomo fissa risolutamente gli sguardi in sé stesso o nel cielo. Amerei abitare in un tempo più discreto e meno geniale. Darei tutto quello che so, tutto quello che penso e desidero per essere un modesto uomo di lettere, cultore di Platone, vissuto a Roma tra la fine del primo e quella del secondo secolo dopo Cristo. (it) |