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Ma dall'aspetto esterno è grandemente diverso l'interno. In questo Pietro Barbo volle le grazie e l'amenità della più serena rinascenza; volle l'aerea libertà delle e dei giardini animati di fiori, di fonti e di statue che il non avaro terreno di Roma donava a chi, anche per poco, lo rimoveva. Raccoglitore appassionato, egli desiderò negli appartamenti ricchezza di libri miniati, di oreficerie, di maioliche, di stoffe, di pitture, di dorature; ad ogni porta leggiadria di ornamenti marmorei; e in ogni o soffitto una lieta costellazione d'imprese araldiche. Così nel grandioso palazzo l'intimità fu gioconda, come l'esteriorità severa, proprio come certi uomini pubblici che, dal loro ufficio condotti a severità, quando rientrano in famiglia s'abbandonano all'espansione dei più teneri sentimenti. (it) |